Duemila anni di cava, non da ieri
Testo verificato incrociando il brief cliente con renice.it — non un placeholder generico.

Dai Romani a oggi
L'estrazione dell'arenaria nel territorio muggesano non è un'attività recente: gli antichi Istriani furono i primi a cavare la pietra, e i Romani ne riconobbero presto la qualità, impiegandola nel Teatro Romano di Tergeste (l'attuale Trieste) e nelle strade di Aquileia.
Durante il dominio veneziano l'estrazione si moltiplicò: oltre cento cave attive tra il Seicento e l'Ottocento. Sotto l'Impero asburgico la produzione crebbe ancora, arrivando fino a Vienna. Il picco si raggiunse negli anni '20 e '30 del Novecento, con le Cave Gorlato in località Renice.
Il secondo dopoguerra portò complicazioni politiche e la concorrenza di laterizio e cemento: le cave chiusero entro la fine degli anni '50. Sono state riaperte nei primi anni '90, proprio in località Renice, con tecniche moderne di lavorazione a spacco e segagione.
Oggi le cave si trovano nella zona Noghere di Muggia e sono gestite daDario Macor, titolare di Renice s.r.l. La pietra estratta qui ha pavimentatocirca 80 piazze italiane, da Mestre a Marano, oltre a interventi in Slovenia — tra cui la banchina del porto di Capodistria. Per l'estrazione e la lavorazione della pietra di Muggia l'azienda ha ricevuto il riconoscimento Fedeltà al Lavoro e Progresso Economicodella Camera di Commercio di Trieste.
Fonti: Il Piccolo, «Il ponte di Rialto torna a splendere con l'arenaria delle cave di Muggia», 11 agosto 2016; Il Piccolo, «Progresso economico, premiato Dario Macor».
“La riapertura delle cave in località Renice, che si avvale delle nuove tecniche di lavorazione a spacco e segagione, permette la ripresa della produzione lapidea nel territorio muggesano, attività che vanta più due millenni di storia.”
Duemila anni
La cava, epoca per epoca
Prima dei Romani
Antichità
Gli Histri sono i primi a cavare la pietra su queste colline.
Età romana
Tergeste e Aquileia
I Romani ne riconoscono la qualità: la impiegano nel teatro di Tergeste, l’attuale Trieste, e nelle strade di Aquileia.
Dominio veneziano
XVII–XIX secolo
L’estrazione si moltiplica: oltre cento cave attive nel territorio muggesano.
Impero asburgico
XIX secolo
La produzione cresce ancora e la pietra arriva fino a Vienna.
Anni ’20 e ’30
Il picco
Le Cave Gorlato, in località Renice, portano l’attività al massimo storico.
Fine anni ’50
La chiusura
Il dopoguerra e la concorrenza di laterizio e cemento fermano tutte le cave.
Primi anni ’90
La riapertura
Le cave riaprono proprio in località Renice, con tecniche moderne di spacco e segagione.
2016–2017
Ponte di Rialto
Circa 200 m² di arenaria delle Cave Muggesane per il restauro del ponte più famoso di Venezia.
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Cosa significa in pratica
01
Filiera diretta
Dalla cava alla lastra lavorata, senza intermediari sul materiale.
02
Tecniche moderne su una tradizione antica
Lavorazione a spacco e segagione industriale sulla stessa pietra cavata da duemila anni.